In her work, Cally Spooner crystallizes an absurd contemporary ecosystem in which entities run the risk of managing themselves and one another to death. Featuring newly commissioned essays alongside a lecture by Spooner, SWEAT SHAME ETC. is the first comprehsive survey of the artist’s output of the last five years.
This new anthology brings together visions, experiences and critical interdisciplinary methodologies that have been instrumental in the development of the language of moving images since 2010. New essays and conversations reflect on radical technological and poetic transformations in the works of the generation of digital native artists.
Center of the Frame is the artist’s first monograph and brings together paintings made between 1997 and 2024. The publication provides an in-depth look at Eisler’s fascination with cinema and with the transmission of images through the various formats of analog film, television broadcasts, Internet video and, of course, the painted canvas.
At 500 pages, this is the most comprehensive book yet on Norwegian artist, Ida Ekblad. Appearing three years after the artist’s show at Kunsthalle Zürich, Melted Snow took certainly a long time—all the time is takes to ponder fifteen years of the artist’s career.
On the occasion of PROVENCE’s 15th anniversary, the reader My Alphabet presents 26 texts published by PROVENCE between 2009 and 2024, either in print or digitally in the weekly newsletter. These texts are sorted alphabetically, ranging from A for Amphetamine to N for Ne travaillez jamais to Z for Gen Z.
This publication is devoted exclusively to the metal works of Sidsel Meineche Hansen. Catalogued here is every cast, forged, and fabricated metal sculpture made since 2017. Poems by the artist Diego Marcon annotate and respond to the individual pieces.
A cura di Cloé Perrone
Testi di Adrienne Edwards, Ekow Eshun, Francesco Freddolini, Wangechi Mutu, Cloé Perrone, Ilaria Puri Purini
Progetto grafico di Lorenzo Mason Studio
2025, Italiano, rilegato tela, 30 x 24 cm, 202 pagine
ISBN 979-12-80579-81-2
Il titolo di questo ricca pubblicazione, pubblicata in occasione della personale dell’artista keniota americana Wangechi Mutu alla Galleria Borghese – la prima volta nella centenaria storia della villa per un’artista donna vivente – evoca il profondo significato della pratica duplice di Mutu, intrecciata tra poesia e mitologie, ma profondamente ancorata ai contesti sociali e materiali contemporanei. La “terra nera”, ricca e malleabile sotto la pioggia, quasi come argilla, appare in molteplici geografie, inclusi i Giardini Segreti della Galleria Borghese, che offrono un punto di risonanza con l’immaginario dell’artista. Da questa terra, le sculture sembrano emergere, come modellate da una forza primordiale, dando vita a storie, miti, ricordi e poesie. La metafora sottolinea la forza generativa e trasformativa del suo lavoro: radicato nella materialità ma aperto a molteplici interpretazioni future.
L’intervento di Wangechi Mutu introduce un vocabolario inedito nell’architettura storica e simbolica della Galleria Borghese. Attraverso la scultura, l’installazione e l’immagine in movimento, l’artista propone un approccio innovativo allo spazio museale, che sfida la gerarchia, la permanenza e il significato fisso. Le sue opere interrogano il peso visivo e l’autorità della collezione, adottando strategie di sospensione, fluidità e frammentazione. In tal modo il museo non si presenta come un semplice contenitore statico di oggetti, ma come un organismo vivo, in continua trasformazione, plasmato dalla perdita, dall’adattamento e dalla riconfigurazione.
Introdotto da un testo della curatrice Cloé Perrone che analizza il contesto e le tematiche che hanno plasmato la mostra, il volume è arricchito da altri quattro saggi a cura di Adrienne Edwards, Ekow Eshun, Francesco Freddolini e Ilaria Puri Purini, oltre che da una conversazione tra Eshun e l’artista. Un ricco apparato iconografico permette di ripercorrere la mostra, sviluppata nelle sale sontuose della Galleria, nei suoi giardini, fino a una presenza extra muros, all’American Academy.