This compelling artist’s book is built around KOOL (“cabbage” in Dutch), an original font designed by Reus, somewhere between a plant alphabet and concrete poetry. The publication draws on the type specimen book tradition to present new typefaces.
Through a rich selection of images, this artist’s book, published in two editions—gold and silver—explores the birth, life and death of Francesco Gennari’s work Vorrei perdermi e non trovarmi più, 2022, exhibited for the first time at the Ciaccia Levi Gallery in Paris.
Through a rich selection of images, this artist’s book, published in two editions—gold and silver—explores the birth, life and death of Francesco Gennari’s work Vorrei perdermi e non trovarmi più, 2022, exhibited for the first time at the Ciaccia Levi Gallery in Paris.
This richly illustrated publication combines artwork, archival and process imagery, and includes an extended interview with the artist, as well as new essays by key thinkers in the fields of anthropology, philosophy, political economy and art history.
In the first monograph on the feminist conceptual artist collective Claire Fontaine, political theorist and somatic practitioner Anita Chari explores the artist’s theoretical and political innovations to illuminate a more haptic, embodied approach to the practice of critical theory.
Shahryar Nashat inserts his art in the pages of this new artist’s book, which takes the form of a catalogue-turned-manual: but instead of explaining its meaning, he strips it of its aura, flaunts its nature as an object and describes step-by-step how to create it.
A cura di Cloé Perrone
Testi di Adrienne Edwards, Ekow Eshun, Francesco Freddolini, Wangechi Mutu, Cloé Perrone, Ilaria Puri Purini
Progetto grafico di Lorenzo Mason Studio
2025, Italiano, rilegato tela, 30 x 24 cm, 202 pagine
ISBN 979-12-80579-81-2
Il titolo di questo ricca pubblicazione, pubblicata in occasione della personale dell’artista keniota americana Wangechi Mutu alla Galleria Borghese – la prima volta nella centenaria storia della villa per un’artista donna vivente – evoca il profondo significato della pratica duplice di Mutu, intrecciata tra poesia e mitologie, ma profondamente ancorata ai contesti sociali e materiali contemporanei. La “terra nera”, ricca e malleabile sotto la pioggia, quasi come argilla, appare in molteplici geografie, inclusi i Giardini Segreti della Galleria Borghese, che offrono un punto di risonanza con l’immaginario dell’artista. Da questa terra, le sculture sembrano emergere, come modellate da una forza primordiale, dando vita a storie, miti, ricordi e poesie. La metafora sottolinea la forza generativa e trasformativa del suo lavoro: radicato nella materialità ma aperto a molteplici interpretazioni future.
L’intervento di Wangechi Mutu introduce un vocabolario inedito nell’architettura storica e simbolica della Galleria Borghese. Attraverso la scultura, l’installazione e l’immagine in movimento, l’artista propone un approccio innovativo allo spazio museale, che sfida la gerarchia, la permanenza e il significato fisso. Le sue opere interrogano il peso visivo e l’autorità della collezione, adottando strategie di sospensione, fluidità e frammentazione. In tal modo il museo non si presenta come un semplice contenitore statico di oggetti, ma come un organismo vivo, in continua trasformazione, plasmato dalla perdita, dall’adattamento e dalla riconfigurazione.
Introdotto da un testo della curatrice Cloé Perrone che analizza il contesto e le tematiche che hanno plasmato la mostra, il volume è arricchito da altri quattro saggi a cura di Adrienne Edwards, Ekow Eshun, Francesco Freddolini e Ilaria Puri Purini, oltre che da una conversazione tra Eshun e l’artista. Un ricco apparato iconografico permette di ripercorrere la mostra, sviluppata nelle sale sontuose della Galleria, nei suoi giardini, fino a una presenza extra muros, all’American Academy.