First Meeting is the first monograph on Argentinian artist Santiago de Paoli. From his early, experimental projects to his most recent explorations, the book delves into his innovative approach of painting on unconventional materials. The book features commissioned essays by Fernanda Brenner and Mariano Mayer, as well as a conversation between Christian Rattemeyer and the artist.
Infinite Memory is Caroline Poggi and Jonathan Vinel’s first monograph, co-published with Fondation Cartier pour l’art contemporain and Lenz. Like a memory card, the book stores information about a selection of films from the initial decade of the artists’ practice. Considered as an object, much like a piece of hardware that stores digital memory, the book offers the possibility to scroll infinitely, with no beginning or end.
Through the words of the sound artist and theorist Brandon LaBelle, the book explores the social and relational component of sound that gave rise to Benevolence, the site-specific project by Sonia Boyce. The Joy of Cacophony is the second book in a series of essay collections inspired by the site-specific projects conceived for GAMeC at Palazzo della Ragione.
Consisting of a richly illustrated booklet and a record vinyl, this special release accompanies the performative sound-based project A Comparative Dialogue Act by artists Andrea Mancini and the collective Every Island, hosted in the Luxembourg Pavilion at the 60th Venice Biennale.
Conceived as a catalogue and an artist’s book, the publication offers a deeper insight into the eponymous 2022 exhibition staged at Indipendenza Roma, and explores tensions that can be generated between artworks and their surrounding architectural context, raising questions of taste, value, function and decoration.
The practice of Tomaso Binga (Bianca Pucciarelli Menna, 1931) toys with the notion of gender, reconsidering women’s social roles and rights. This monograph, edited by Eva Fabbris, Lilou Vidal, and Stefania Zuliani, analyses her work through various languages and features a selection of poems, highlighting the author’s critical and artistic approach.
A cura di Cloé Perrone
Testi di Adrienne Edwards, Ekow Eshun, Francesco Freddolini, Wangechi Mutu, Cloé Perrone, Ilaria Puri Purini
Progetto grafico di Lorenzo Mason Studio
2025, Italiano, rilegato tela, 30 x 24 cm, 202 pagine
ISBN 979-12-80579-81-2
Il titolo di questo ricca pubblicazione, pubblicata in occasione della personale dell’artista keniota americana Wangechi Mutu alla Galleria Borghese – la prima volta nella centenaria storia della villa per un’artista donna vivente – evoca il profondo significato della pratica duplice di Mutu, intrecciata tra poesia e mitologie, ma profondamente ancorata ai contesti sociali e materiali contemporanei. La “terra nera”, ricca e malleabile sotto la pioggia, quasi come argilla, appare in molteplici geografie, inclusi i Giardini Segreti della Galleria Borghese, che offrono un punto di risonanza con l’immaginario dell’artista. Da questa terra, le sculture sembrano emergere, come modellate da una forza primordiale, dando vita a storie, miti, ricordi e poesie. La metafora sottolinea la forza generativa e trasformativa del suo lavoro: radicato nella materialità ma aperto a molteplici interpretazioni future.
L’intervento di Wangechi Mutu introduce un vocabolario inedito nell’architettura storica e simbolica della Galleria Borghese. Attraverso la scultura, l’installazione e l’immagine in movimento, l’artista propone un approccio innovativo allo spazio museale, che sfida la gerarchia, la permanenza e il significato fisso. Le sue opere interrogano il peso visivo e l’autorità della collezione, adottando strategie di sospensione, fluidità e frammentazione. In tal modo il museo non si presenta come un semplice contenitore statico di oggetti, ma come un organismo vivo, in continua trasformazione, plasmato dalla perdita, dall’adattamento e dalla riconfigurazione.
Introdotto da un testo della curatrice Cloé Perrone che analizza il contesto e le tematiche che hanno plasmato la mostra, il volume è arricchito da altri quattro saggi a cura di Adrienne Edwards, Ekow Eshun, Francesco Freddolini e Ilaria Puri Purini, oltre che da una conversazione tra Eshun e l’artista. Un ricco apparato iconografico permette di ripercorrere la mostra, sviluppata nelle sale sontuose della Galleria, nei suoi giardini, fino a una presenza extra muros, all’American Academy.