Catalog of the eponymous exhibition, held at the Centre d’Art Contemporain Genève and curated by Andrea Bellini, this publication brings together a number of essays that explore the notion of metamorphosis from different perspectives. The catalog, like the exhibition, celebrates a world in constant transformation, where human nature is fluid and hybrid, open to change.
Ce catalogue de l’exposition éponyme, organisée au Centre d’Art Contemporain Genève sous la direction d’Andrea Bellini, rassemble plusieurs essais qui explorent la notion de métamorphose sous différentes perspectives. Le catalogue, comme l’exposition, célèbre un monde en constante transformation, où la nature humaine est fluide et hybride, ouverte au changement.
Fredrik Værslev: The Garden Paintings is the first publication dedicated solely to one specific body of work in the artist’s practice. It includes essays by Martha Kirszenbaum and Erlend Hammer, and gives a comprehensive and chronological account of the works from the series, showing their stylistic development as well as their exhibition history.
Between an artist’s book and a catalogue, this publication follows up on Armleder’s multidimensional exhibition at KANAL in 2020–21. Through archival pictures and in depth conversations, the book is designed to recreate the immersive experience of this collective experiment, and proposes a dive into something akin to a large self-portrait, conceived through the works of more than a hundred artists.
This artist’s book reflects Eva & Franco Mattes’ continued interest in the condition of displacement to be sensed in Fukushima. Borrowing the format of wrapping-paper catalogs, it contains twenty large pre-perforated sheets, each of which features a photographic texture—a seamlessly repeating motif captured by the camera amid the radioactive ruins of the contaminated towns and countryside.
The album brings together the music composed by Federico Chiari for various film and video works by Diego Marcon, including Monelle (2017), Ludwig (2018), The Parents’ Room (2021), and Dolle (2023). The album comes with a booklet containing lyrics and images that provide a deeper insight into this unique, profoundly intertwined collaboration between Chiari and Marcon.
A cura di Cloé Perrone
Testi di Adrienne Edwards, Ekow Eshun, Francesco Freddolini, Wangechi Mutu, Cloé Perrone, Ilaria Puri Purini
Progetto grafico di Lorenzo Mason Studio
2025, Italiano, rilegato tela, 30 x 24 cm, 202 pagine
ISBN 979-12-80579-81-2
Il titolo di questo ricca pubblicazione, pubblicata in occasione della personale dell’artista keniota americana Wangechi Mutu alla Galleria Borghese – la prima volta nella centenaria storia della villa per un’artista donna vivente – evoca il profondo significato della pratica duplice di Mutu, intrecciata tra poesia e mitologie, ma profondamente ancorata ai contesti sociali e materiali contemporanei. La “terra nera”, ricca e malleabile sotto la pioggia, quasi come argilla, appare in molteplici geografie, inclusi i Giardini Segreti della Galleria Borghese, che offrono un punto di risonanza con l’immaginario dell’artista. Da questa terra, le sculture sembrano emergere, come modellate da una forza primordiale, dando vita a storie, miti, ricordi e poesie. La metafora sottolinea la forza generativa e trasformativa del suo lavoro: radicato nella materialità ma aperto a molteplici interpretazioni future.
L’intervento di Wangechi Mutu introduce un vocabolario inedito nell’architettura storica e simbolica della Galleria Borghese. Attraverso la scultura, l’installazione e l’immagine in movimento, l’artista propone un approccio innovativo allo spazio museale, che sfida la gerarchia, la permanenza e il significato fisso. Le sue opere interrogano il peso visivo e l’autorità della collezione, adottando strategie di sospensione, fluidità e frammentazione. In tal modo il museo non si presenta come un semplice contenitore statico di oggetti, ma come un organismo vivo, in continua trasformazione, plasmato dalla perdita, dall’adattamento e dalla riconfigurazione.
Introdotto da un testo della curatrice Cloé Perrone che analizza il contesto e le tematiche che hanno plasmato la mostra, il volume è arricchito da altri quattro saggi a cura di Adrienne Edwards, Ekow Eshun, Francesco Freddolini e Ilaria Puri Purini, oltre che da una conversazione tra Eshun e l’artista. Un ricco apparato iconografico permette di ripercorrere la mostra, sviluppata nelle sale sontuose della Galleria, nei suoi giardini, fino a una presenza extra muros, all’American Academy.