Invited to present an exhibition at the Galleria Borghese in Rome, Kenyan-American artist Wangechi Mutu has developed an innovative approach to museum space, challenging hierarchy, permanence, and fixed meanings. With in-depth essays and a rich selection of illustrations, this catalog retraces that exhibition and explores the themes and concerns that have long characterized the artist’s practice.
Invitata a concepire una mostra alla Galleria Borghese, l’artista keniota-americana Wangechi Mutu ha sviluppato un approccio innovativo allo spazio museale, confrontandosi con le gerarchie, la permanenze e le sedimentazioni del contesto. Attraverso saggi approfonditi e una ricca selezione di illustrazioni, questo catalogo ripercorre la mostra ed esplora i temi e le preoccupazioni che da tempo caratterizzano la pratica dell’artista.
A visual notebook of the screenshots taken by Yngve Holen over the past five years or so, 6G—the anticipated next phase of network technology—is a peculiarly sized artist’s book, a glossy non-linear agglomeration that reflects the intersections of production, life, and digital debris.
Conceived as a visual résumé, the book provides a comprehensive overview of Posenenske’s solo exhibitions and a record of her numerous group shows. Featuring an essay by curator Erlend Hammer on the role of documentary photographs in the circulation of works of art, it was published in conjunction with the eponymous show at the Haugar Art Museum in Tønsberg.
Since the 1980s, Belgian artist Sigefride Bruna Hauman has created a highly original body of work in different media. Her installations, reliefs and videos are the subject of a much-overdue retrospective organized by M Leuven—and of this first monograph.
Anita Chari
Progetto grafico di Lorenzo Mason Studio
2026, italiano, brossura, 11 x 18 cm, 300 pagine
ISBN 979-12-80579-99-7
Claire Fontaine: istruzioni per l’uso esplora il lavoro del collettivo femminista di arte concettuale Claire Fontaine alla luce delle sue innovazioni teoriche e politiche, all’interno e all’esterno del contesto dell’arte contemporanea. Teorizzando le modalità tramite cui l’approccio sperimentale di Claire Fontaine è in grado d’illuminare un orientamento aptico e incarnato nei confronti della teoria critica, questo libro delinea una serie di metodologie e procedure teoriche al centro della pratica dell’artista, fra cui defunzionalizzazione, institutional critique, sciopero umano, mimesi tattile, desoggettivazione, détournement, materialismo magico e materialismo femminista.
In questo saggio, la teorica politica e operatrice somatica Anita Chari fa luce su una pratica più ampia per chi lavora nel mondo della teoria critica, fornendo una serie di “istruzioni per l’uso”: un manuale che, attingendo alle risorse dell’arte contemporanea, cerca di reinvestire la teoria critica di un valore d’uso, per rifondarla sulla percezione sensoriale e informare le pratiche politiche contemporanee.
“Un libro geniale e appassionante sull’arte e la scrittura di Claire Fontaine – ‘artista readymade’ e provocatrice concettuale – che attraversa con fluidità teoria critica, filosofia politica e critica d’arte, oltre a offrire una vitale delucidazione delle strade possibili verso modalità trasformative di vita nel presente. Scrivendo con e attraverso il suo soggetto, piuttosto che ‘su’ di esso, come è consuetudine, Chari offre ai lettori delle ‘istruzioni per l’uso’ alla pratica di Claire Fontaine, identificando nel suo lavoro un modello per una resistenza incarnata.” —Tom McDonough, autore di The Beautiful Language of My Century